sabato 13 settembre 2008

"L'avaro" di Carlo Goldoni al Teatro Olmetto di Milano

Da martedì 16 settembre sarà in scena al teatro Olmetto "L'avaro", produzione dell'Associazione Teatrale Duende con regia mia (fulvio vanacore).
Nel Cast altri brandelli di Furie, con Davide Palla nel ruolo del "Cavaliere Degli Alberi" e Giacomo Marettelli Priorelli nel ruolo di "Don Fernando".

Info, varie ed eventuali sul sito del Teatro Olmetto

mercoledì 10 settembre 2008

Il critico.

venerdì 29 agosto 2008

Non Chiedetevi Cosa Questo Paese Può Fare Per Voi Ma Cosa Potete Fare Voi Per Questo Paese .

...« È indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di far qualcosa per il Paese. »...

Giorgio Ambrosoli

lunedì 18 agosto 2008

Libertà.

« Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza la giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. Se il prezzo fosse la libertà, io questa riforma la respingerei. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. [...] Questa non è la libertà che intendo io. »

(Sandro Pertini)

giovedì 12 giugno 2008

I'm Pressing On.

Che ci crediate o no questo è il Dylan che amo di più.
Almeno stasera.


Well I'm pressing on
Yes, I'm pressing on
Well I'm pressing on
To the higher calling of my Lord.

Many try to stop me, shake me up in my mind,
Say, "Prove to me that He is Lord, show me a sign."
What kind of sign they need when it all come from within,
When what's lost has been found, what's to come has already been?

Well I'm pressing on
Yes, I'm pressing on
Well I'm pressing on
To the higher calling of my Lord.

Shake the dust off of your feet, don't look back.
Nothing now can hold you down, nothing that you lack.
Temptation's not an easy thing, Adam given the devil reign
Because he sinned I got no choice, it run in my vein.

Well I'm pressing on
Yes, I'm pressing on
Well I'm pressing on
To the higher calling of my Lord.


lunedì 9 giugno 2008

Furie in corto.

La Compagnia Delle Furie cerca collaboratori per la realizzazione di un cortometraggio video.
Necessitiamo di un regista cinematografico, un operatore ed un montatore.
Gli interessati possono scrivere a compagniadellefurie@gmail.com

venerdì 6 giugno 2008

Diritti d'autore.

...Oggi Licio Gelli ha 89 anni ed è agli arresti domiciliari nella sua Villa Wanda di Arezzo dove sconta la pena di 12 anni per la bancarotta dell'Ambrosiano: «Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d'autore. La giustizia, la tv, l'ordine pubblico. Ho scritto tutto trent'anni fa».

martedì 3 giugno 2008

Il Divo - Anche se Noi ci crediamo assolti siamo lo stesso coinvolti.



Ieri sera ho visto Il Divo di Sorrentino.
Non ho intenzione di fare una recensione del film, per altro a mio parere molto bello.
Ho sola voglia di far correre un po' il cervello, per scaricare un po' di quest'amarezza che da qualche giorno mi è entrata in circolo.
Il Divo parla di Andreotti, e questo è risaputo.
Parla di mafia, di Licio Gelli, P2, Calvi, Salvo Lima, DC, Moro, Calvi, Ambrosoli, Dalla Chiesa, Pecorelli, Vaticano, Tangentopoli etc... etc...
In una parola.
L'Italia.
Il ritratto che fa Sorrentino del Divo Giulio è il ritratto di un uomo che, anche se discutibilmente, agisce in nome di un ideale: "Perpretare il male per salvaguardare il bene".
Che il suo concetto di "bene" sia discutibile non ci sono dubbi ma finisci per ammirare la purezza di quest'uomo devoto al potere, collocato in una posizione altissima ma comunque servitore fedele di qualcosa più grande di lui.
Ciò che fa realmente impressione sono i suoi "correntisti", lacchè fedeli finché è comodo, amanti del lusso, della gnocca, delle belle auto.
Eccolo qui, il popolo italiano, diviso in tre parti.
Una che inneggia al Papa Nero e un'altra che lo contesta aspramente.
E poi un' enorme, gigantesca fetta di Gente Di Mezzo.
Che critica ma non fa, si lamenta ma poi nel suo piccolo si comporta in maniera inquietantemente analoga.
Ed ogni microcosmo si divide esattemente con le stesse proporzioni nello stesso identico modo.
E il teatro non fa differenze.
Una porzione di sfacciatissimi squali senza scrupoli, palesemente figli di puttana e per questo ammirabili.
Un pugno di idealisti destinati ad una vita di calci in culo e miseria nera.
Poi una travolgente fantastica folla eterogenea di gente in gamba, casi umani, mediocri senza talento con la parlantina sciolta, bocchinari, geni amareggiati e chi più ne ha più ne metta che ha scelto il grigio come colore della propria bandiera.
Nascosti dietro ideali di sinistra perché "la cultura è di sinistra" e che poi vendono fumo per ottenere manodopera e talenti a titolo gratuito "perché l'arte non ha prezzo" e quindi che senso ha retribuirla?
Che si infrattano con mezzi discutibili in situazioni pidocchiose per avere un briciolo di potere nella speranza di raggiungere, prima o poi, le sacre sponde del FUS.
Che gestiscono stagioni come Cirino Pomicino distribuiva appalti.
E che si scandalizzano se abbiamo politici corrotti.
Chissà... magari se allungassimo qualche bustarella strategica l'anno prossimo saremmo in tournee per sei mesi.
Dov'è la cultura? Dov'è l'arte? Dove sono le idee? Io vedo solo una strenua lotta per la sopravvivenza...

Il Divo è la storia di un uomo che aveva capito dall'inizio come funzionava la neonata repubblica italiana e che per 60 anni l'ha guardata dall'alto, sorridendo.
Ma adesso non abbiamo più nemmeno lui. Il nostro caro ed oscuro Guardia di Porta.
Ci ha mollati quando abbiamo cercato di fare luce sulle sue amicizie siciliane.
Siamo soli con noi stessi e con il nostro colore grigio che tende all'azzurro.
E secondo me se la ride, guarda i suoi bambini stupidi e se la ride.
Pensando a quanto abbiamo insistito per avere la nostra indipendenza.

giovedì 29 maggio 2008

Pulsatilla 2

Cioè quella del libro che fa sghignazzare.
Ha scritto un libro che credo abbia venduto moltissime copie, oggi mi pare che sia uscito il secondo che è anche il suo primo romanzo. Sembra intelligente, cinica il giusto, apparentemente frivola, probabilmente più profonda di quello che vorrebbe.
E se le scrivi una mail ti risponde dopo 15 minuti.
Mi piace un sacco.

"Il problema è che io sono una boccalona. Cioè credo a tutto. Credo sinceramente che i marziani abbiano costruito le piramidi, credo che i cristalli possano guarire l’influenza, credo che nel 2012 ci sarà il Grande Cambiamento, credo al mago che sta in Via Brera col suo tavolino pieghevole, secondo il quale nella mia vita passata sarei stata, per inciso, una danzatrice del ventre irachena (fiko!). Credo alle rune, all’I-Ching, alle carte, alla mano, alla palla, al lancio dei fiammiferi, delle monete, dei dadi. Quando mi fanno vedere i poteri sgrassanti dello spiumino antistatico, io ci credo. Credo all’omeopatia, ai fiori di Bach, all’agopuntura, allo shiatsu, allo yoga, alla moxa, che è una cosa puzzolentissima che metti nell’ombelico e a cui poi dai fuoco, e che tra l’altro è fonte di magna sofferenza. Credo che l’alluce del piede sia legato al rapporto con se stessi, l’indice a quello col papà, il quarto a quello col partner e il mignolo a quello coi figli. Il terzo non mi ricordo, ma credo ciecamente anche (anzi, soprattutto) al terzo dito del piede. Credo all’oroscopo. Credo all’esistenza di Dio, al Dio-pomodoro, al Dio-cespuglio, al Dio-sasso, al Dio immanente, credo all’animismo e il mio telefonino, infatti, si chiama Mario, e ci parlo. Parlo con le porte, con i frullatori, con le piante e con i morti."

"Il 98% delle donne ha la cellulite: combatterla è un suicidio statistico collettivo. Avrebbe molto più senso che quel 2% di stupide sgallettate si facesse impiantare un chilo di arance sottochiappa invece di stare a impazzire noialtre tutta la vita. Quello che i maschietti ignorano è che tutte le donne combattono la cellulite. Una volta il mio ragazzo, cincischiando nella mia stanza, mi sventolò sotto il naso il mio tubo di crema anticellulite come a dire: e tu, che ci fai tu con questo? Manco fosse un cazzo di gomma (che tra l’altro dall’altro giorno posseggo, evviva i compleanni) o una testa di cadavere. Un luogo comune che va assolutamente sfatato è che solo le donne ricche e viziate trovino il tempo per queste frivolezze. Sbagliato. Ogni donna in possesso dei suoi arti inferiori ha un tubo di crema anticellulite. L’ossessione per la cellulite è assolutamente trasversale, non bada a ceto, reddito, credo politico, livello di istruzione o latitudine geografica. E neanche età, visto che il primo tubo viene acquistato intorno ai quindici anni e l’ultimo sta ancora nell’anta del bagno mentre i vermi stanno formicolando sulla nostra lapide."

La nostra prima recensione (vera)!!

Cioè... niente di entusiasmante... due stellette su... quante? Boh... sono arrivato a vederne tre e mezza... forse preferivo una stroncatura piena... le mezze misure mi sanno sempre un po' di tiepidume e se c'è una cosa che sicuramente non vogliamo essere è tiepidumi.
Comunque grazie Chiara Zazzetta per la sua analisi ampiamente strutturata.
Solo una precisazione... il testo è del 1720, non del 1972.
Ma presumo che sia solo un errore di battitura. ;-P





"Rivoluzionario o retrogrado? Icona dell’età d’oro dell’illuminismo o primo avversario del classicismo? Marivaux, (pseudonimo di Pierre Carlet de Chamblain de Marivaux, nato a Parigi nel 1688 e morto nel 1763) è autore di poemi burleschi, cronache giornalistiche, romanzi parodistici, opere teatrali e testi moralistici. Padroni e servitori, nobili e contadini popolano il suo teatro, animato da storie di innamorati corrisposti e abbandonati, di innocenti e di cinici, di ingenui e di furbi. Marivaux scruta nelle pieghe del cuore con quella profondità e quel dettaglio definiti in seguito “marivaudage”, proprio in suo onore. L’amore, che porta con sè pericoli e gioie, illusioni e meraviglie, è il protagonista principale delle sue opere teatrali, in cui emergono domande legate ai temi della seduzione, del desiderio, del piacere e della passione. “Arlecchino educato dall’amore”, è la sua prima commedia, scritta nel 1972 per la Comédie Italienne. Vi si narra di come un sempliciotto vede il suo spirito aprirsi grazie all’amore. La Fata, promessa sposa del Mago Merlino, rapisce e porta nel suo castello Arlecchino, invaghita dalla sua incredibile bellezza. Ma questi, indifferente ai suoi sentimenti e assolutamente refrattario ai suoi tentativi di educarlo ed ingentilirlo, s’innamora perdutamente, ricambiato, di una pastorella incontrata per caso nel bosco. Ed ecco che l’amore compie il miracolo: come risvegliato da un lungo sonno, Arlecchino diventa improvvisamente cortese, intelligente, sensibile. Accecata dalla gelosia ed aiutata dal servitore Trivellino, la Fata tenta di dividere la coppia di amanti utilizzando i suoi poteri magici. Ma Trivellino, per fedeltà nei confronti del Mago Merlino, tradisce la Fata ed aiuta i due giovani a rimanere uniti. Scoperta dell’amore, manifestazioni plateali della gelosia, della passione, della fedeltà, del malinteso, della manipolazione e del tradimento ... Ci sono in quest’opera l’incoscienza e l’ingenuità insolente della giovinezza, l’ambizione degli ideali e la brutalità del disincanto. Arlecchino e Silvia (la pastorella) sono ancora personaggi attuali: come giovani che stanno entrando nell’età adulta, essi lottano insieme contro il mondo, ma presto ne comprendono i pericoli e le regole, create da quel potere che la Fata rappresenta.
Manifesto malinconico e gioioso della fine dell’adolescenza, la commedia è stata messa in scena da un gruppo teatrale giovane e di giovani, la Compagnia delle Furie, creata nel 2007 da un gruppo di ex-allievi della Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”. La sua interpretazione in chiave moderna dell’opera, con contaminazioni dark, pop e fumettistiche lascia spazio a qualche perplessità, specie per i toni recitativi talvolta eccessivi nella loro intenzione farsesca. Apprezzabili comunque il ritmo recitativo e quello scenografico, come pure l’utilizzo di originali effetti speciali, sonori e luminosi.

(Chiara Zazzetta)"

martedì 27 maggio 2008

La Furia televisiva


Questa sera (27 maggio) e domani sera (28 maggio) andrà in onda su Raiuno in prima serata il film-tv "don Zeno, l'uomo di Nomadelfia".
Bravo chi avvista Gambacorta.
Pietro

lunedì 26 maggio 2008

Questo libro fa sghignazzare.

Quindi penso che lo comprerò.

domenica 25 maggio 2008

Le Corna Di Don Quisquilia

Noi si alza i tacchi dalle Colonne.
Gioie e dolori. Un po' dispiace e un po' no.
Diversi motivi che ora non è sensato spiegare.
Siamo comunque contenti, è andata bene, per essere degli sconosciuti abbiamo avuto anche un discreto successo.
Adesso tocca a Francesca Cavallo con "Le Corna Di Don Quisquilia", spettacolo bellissimo in cui abbiamo creduto al punto di insistere perché fosse inserito nel cartellone del teatro.

Qui di seguito le informazioni:



LE CORNA DI DON QUISQUILIA
in scena da mercoledì 28 a sabato 31 maggio - ore 21.00

Tratto da "Los cuernos de don Friolera" di Ramòn del Valle-Inclàn, forse il più grande drammaturgo spagnolo del XX secolo, pressochè sconosciuto perché sottoposto a censura in Spagna fino agli anni Ottanta.

Un biglietto anonimo, una moglie svergognata e grotteschi tutori della morale: "Le corna di don Quisquilia" tratta di un ufficiale della Guardia di Finanza alle prese con un codice d'onore assurdo ma in grado di condizionarefatalmente le sue scelte.
Una tragicommedia che delinea il destino triste di un eroe maldestro.
Una vicenda grottesca in cui la strada della vendetta conduce dritta a un traguardo assurdo e ineluttabile.

Uno spettacolo semplice e coraggioso, che racconta una storia di tradimento e vendetta in uno stile grottesco e allucinato.
I personaggi agiscono sulla scena con la stessa inconsapevole necessità dei burattini, come se fossero stati creati apposta per condiscendere alla morbosa curiosità del loggione.
Tre attori per dieci personaggi. Una tragicommedia con momenti di assurda comicità e con squarci di umanità inquietante.

sabato 24 maggio 2008

RAIN!

Ultima replica stasera.
E su Milano piove ancora.
Intanto ci guardiamo sti Beatles che se la cantano della pioggia sotto il sole d'estate.

mercoledì 21 maggio 2008

La canzone del buongiorno - 2

I Wish - Forro in the dark featuring David Byrne:

lunedì 19 maggio 2008

Di necessità virtù.


Ovvero come un infortunio (per fortuna niente di grave) si può trasformare in una manifestazione di coerenza.
Chiara sta bene e ieri sera la Fata sembrava la mamma di Jack Sparrow.
E la replica è stata la migliore in assoluto.
Peccato ci fosse poca gente ma la domenica, si sa, è un giorno sfigato.

domenica 18 maggio 2008

Watchmen.





Per ora Zack Snyder è riuscito egregiamente in due operazioni impossibili.
Chissà... forse Alan Moore potrebbe finalmente riappacificarsi con Hollywood.
Io sono fiducioso.
E fremo.
Le foto promettono assai bene.

Micolucciola.

http://vieniminelcuore.splinder.com/post/17141682

Grazie tante Ragazza Col Testone...
Grazie! Grazie! Grazie!!
^.^

sabato 17 maggio 2008

La canzone del buongiorno.

venerdì 16 maggio 2008

I Fumettisti Vengono a Teatro.

Accenti e Neri collaborano e ci sostengono.
Ieri sera Recchioni e Faraci tra il pubblico ed erano pure contenti.
Puntiamo a voi, a voi popolo che odia il teatro "Perchè c'ha il soffitto".
Puntiamo, oltre a chi il teatro gia lo segue, a quei possibili spettatori a cui il teatro fa cagare perché tutte le volte che qualcuno ce li ha portati si sono frantumati i coglioni.
Designer, architetti, casalinghe, fumettisti, rockettari, cosplayers, trekkiani, dexteriani: venite a noi.
Il teatro si muove in un'inversione di marcia.
Alla selezione di Nuove Sensibilità tra la maggior parte degli artisti serpeggiava la caccia alla storia.
La ricerca di un teatro che cerchi davvero di comunicare col suo pubblico, che non si ponga come snobistica alternativa linguistica dove chi non capisce è un coglione.
Il teatro pipparolo sta tirando definitivamente le cuoia?
Forse.

P.S.
Chi legge stia attento alle programmazioni teatrali milanesi e tenga d'occhio questi nomi:
Fabio Banfo, Carlotta Origoni, Crollo Prospettico, Macelleria Ettore, Francesca Cavallo, Mercanti di Storie.
Sono i primi che mi vengono in mente che stanno partecipando all'esecuzione pubblica del vecchio regime.
Non so fuori Milano cosa accada ma chi vuole aggiungere il suo nome alla lista lo faccia con gioia.

mercoledì 14 maggio 2008

Grazie Claudia.

Claudia Cannella ci ha dedicato una bellissima presentazione di Arlecchino sul Corriere della Sera, pagine di Milano.
Riquadro a colori accanto ad un articolo su Rocco Tanica.
Bellissimo.
Grazie davvero.

martedì 13 maggio 2008

SPAM!

Ho appena finito di mandare qualcosa come 2000 mail.
spero che i server non facciano casino.
Se qualcuno è arrivato qui tramite mail e se ne è ritrovate tipo 25 in casella mi perdoni.
Siamo agli inizi e un pochetto corsari nei modi ma siamo gente per bene.

lunedì 12 maggio 2008

L'inconsistente immensità dell'etere (ovvero Uno nessuno centomila)

Leggo con un un po' di tristezza e di orgoglio quelle che qualcuno chiama "le prime recensioni" sul nostro lavoro. L'orgoglio, che è poca cosa, è dovuto al fatto che queste recensioni arrivano addirittura a motori ancora spenti, quando la nostra macchina non si è ancora messa davvero in moto. Quando non abbiamo ancora fatto teatro. Ed è un'attenzione che si riserva a pochi.
La tristezza la devo invece al mio animo sensibile, fiero e geloso del proprio lavoro, e che tende ancora a dare un valore alle parole.
Noto che i luoghi di internet, vasti e inesistenti, invitano alla mancata assunzione delle proprie responsabilità. Mi spiego meglio: basta nascondersi dietro a un qualsiasi nome di battaglia, basta creare una identità fasulla che parli per noi, e poi dire quello che ci passa per la testa. Senza doversi preoccupare di motivare le proprie opinioni. Senza doversene assumere la responsabilità.
Possiamo mandare a cagare chiunque con una facilità davvero invidiabile, e senza nessuna conseguenza.
Possiamo perfino credere di avere ragione, e continuare a ripeterlo all'infinito, perchè nessuno potrà mai dimostrare che abbiamo torto.
Così, tanto per non dimenticarmelo, noto anche che quello che diciamo di voler fare (il teatro), è, di essenza, esattamente l'opposto. Si fa in luoghi molto meno vasti, decisamente concreti, mettendoci la faccia. Si fa nel qui e ora. Insomma, il teatro è un atto di responsabilità senza sconti.
Noi, che in scena ci mettiamo maschere per non nasconderci, non dimentichiamocelo mai. Esigiamo di avere sempre a che fare con persone col volto scoperto, e non perdiamo tempo con chi non ha il coraggio di affiancare alle sue parole il proprio nome. Il teatro non lancia solo il sasso, ma fa vedere la mano.

Pietro Traldi

Date e orari Teatro alle Colonne

La Compagnia Delle Furie presenta:
ARLECCHINO EDUCATO DALL'AMORE di P. C. de Marivaux
TEATRO ALLE COLONNE - c.so di Porta Ticinese 45, Milano (colonne di San Lorenzo)
dal 14 al 24 maggio h 21:00 - (riposo venerdì 16, lunedì 19 e martedì 20)

"La nobile Fata, promessa sposa del potente Merlino, perde la testa per il rozzo Arlecchino che a sua volta s’innamora di Silvia, una scatenata pastorella. E mentre il giorno delle nozze si fa sempre più vicino Trivellino, servitore della Fata, deve convincere la sua padrona a rimettere la testa a segno prima che gli equilibri del mondo siano distrutti dall’ira di Merlino. Senza tradire il testo originale e facendo i conti con i dovuti riferimenti alla Commedia dell’Arte, la Compagnia Delle Furie riesce ad inventare una dimensione fantastica del tutto originale contaminando elementi immaginari disparati attinti dal fumetto, l’universo Dark ed i film di Tim Burton e Mario Bava."


Per ulteriori informazioni visita le nostre pagine web:
http://lacompagniadellefurie.blogspot.com
www.myspace.com/compagniadellefurie

prenotazioni: 02 58113161 - info@teatroallecolonne.it  - www.teatroallecolonne.it
 

cartolina ARLECCHINO fronte prova copia.jpg

La nostra seconda recensione!!

Jetturi insiste e rialza il tiro!
Ad una sensata protesta ai suoi insulti replica così:

caro wilsonjoliet, per fare il mestiere dell'attore bisogna essere capaci, voi mi sembrate degli improvvisati. forse non trovavate lavoro e allora ve lo siete inventato col modello all'italiana, alla cazzo di cane.
questo è quello che penso rispetto a quello che ho visto, se potessi vedere lo spettacolo sicuramente mi alzerei, se sono come le prove (dubito che cambi la situazione).
poi questo nomignolo che mi hai dato (Mr. Sfighez) è veramente brutto.


Beh... al di là della genialità di comprendere che un nomignolo inventato per descrivere la sua condizione di anellide deve per forza di cose essere brutto... al di là di considerazioni sul modello italiano fatte da uno che pare avere imparato ad intavolare conversazioni ai corsi organizzati da Gasparri... al di là del fatto che è sacrosanto e legittimo che a uno una cosa possa non piacere... ma come cazzo fai a parlare di sprovveduti quando vedi Davide Palla rompere i coglioni all'umanità sviscerando punto per punto il monologo più di servizio dell'universo? A me sembra una dimostrazione di professionalità pure eccessiva...
Secondo me a Jetturi gli stiamo proprio sul cazzo.
Quindi vuol dire che le cose cominciano a funzionare se cominci contemporaneamente a stare sui coglioni a qualcuno.
Quindi grazie Jetturi.
Se avessi una tua foto la sbiancherei, ci appiccicherei una bella benda nera per poi metterti alla testa dei supporters!
Sì! Anche prima del Berluska!!

Namaskar!
^.^

La nostra prima recensione!!

Pubblicata da jetturi a commento del backstage di Arlecchino su YouTube:

"che cagata...perché non andate a fare i braccianti!!!"

Voglio dire... TRE punti esclamativi!!! Mica cazzi...
L'importante è suscitare forti emozioni.
Grazie Jetturi! Con te inauguriamo una nuova sezione del Blog.
Namaskar Jetturi!
(^.^)

venerdì 9 maggio 2008

Pietro Traldi



Pietro Traldi si è diplomato come attore presso la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi nel giugno 2007.
Ha frequentato il corso di Alta Specializzazione per Attori "L'attore europeo fra teatro, danza e musica" presso il Teatro Due di Parma, dove conosce e studia con, fra gli altri, Valerio Binasco, Malou Airaudo, Martinho Lutero, Michele de Marchi, Gigi Dall'Aglio, Franco Però, Remondi e Caporossi, Tim Stark.
Ha preso parte agli spettacoli "Pierino e il lupo – Opus number zoo", con musiche di S. Prokofiev e L. Berio; "Lear" di E. Bond, regia di Tim Stark; "Il gabbiano" di A. Cechov, regia di M. Schmidt, dove interpreta la parte di Konstantin Gavrilovic;
"La disputa " di P. C. de Marivaux, regia di M. Ferrieri; "Il Decameron", regia di M. Schmidt.
Nel 2008 partecipa, nel ruolo di Gambacorta, al film-tv "Don Zeno, l'uomo di Nomadelfia" prodotto dalla RAI.
Sempre nel 2008 vince il Premio Nazionale delle Arti (premio istituito dal MIUR- Ministero dell'Università e della Ricerca) come miglior attore neo-diplomato tra le migliori scuole di arte drammatica italiane. Dall'infanzia porta avanti anche una particolare formazione musicale: studia infatti pianoforte per parecchi anni; si diploma in teoria musicale e solfeggio; studia il corno; strimpella la chitarra, la fisarmonica, l'armonica; suona l'organo in chiesa. Durante il liceo, canta come basso nel coro Gaudeamus di Bologna. Studia canto con Daniela Uccello e tango argentino con Maria Chiara Michieli. Scrive le musiche di scena per lo spettacolo "Cabaret 900", da M. Visniec, regia di Mali Weil, menzione speciale alla rassegna Nuove Sensibilità, Teatro Festival Italia 2007, Napoli.

sabato 3 maggio 2008

Prove Arlecchino

giovedì 1 maggio 2008

Parlando d'altre donne con la benda...



Rob Zombie, ripresosi dalla figurella fatta con l'ibrido/abortino "Halloween Remake" (che ha comunque incassato una valanga di dollari) rilancia con un progetto che sulla carta sembra una figatina mica male: "The Haunted World of El Superbeasto".
Storia di un lottatore mascherato un po' agente segreto un po' supereroe che combatte contro il malefico Dr. Satan.
Al suo fianco una sidekick coi controcazzi, la sorella Suzie_X, spogliarellista orba ed armata fino ai denti.
Tra i personaggi troviamo anche Captain Spaulding, Morris Green e Rico a rendere il tutto una sorta di SpinOff di "House of 1000 Corpses" e "The Devil's Reject".
Il tutto a cartoni animati...
Aspettiamo, con pazienza, dal 2006.

Adesivi...

... ma... Che meraviglia!!
Un ignoto ammiratore sta tappezzando Milano di adesivi che reclamizzano il nostro blog!!
Grazie Ignoto Sostenitore!!

(^.^)

domenica 27 aprile 2008

Arlecchino Educato dall'Amore al Teatro Alle Colonne!!

cartolina ARLECCHINO fronte prova copia.jpg



La nobile Fata, promessa sposa del potente Merlino, perde la testa per il rozzo Arlecchino che a sua volta s’innamora di Silvia, una scatenata pastorella.
E mentre il giorno delle nozze si fa sempre più vicino Trivellino, servitore della Fata, deve convincere la sua padrona a rimettere la testa a segno prima che gli equilibri del mondo siano distrutti dall’ira di Merlino.
Senza tradire il testo originale e facendo i conti con i dovuti riferimenti alla Commedia dell’Arte, la Compagnia Delle Furie riesce ad inventare una dimensione fantastica del tutto originale contaminando elementi immaginari disparati attinti dal fumetto, l’universo Dark ed i film di Tim Burton e Mario Bava.

sabato 26 aprile 2008

Fulvio Vanacore


Nato a Milano si diploma all'I.T.S.O.S. "Albe Steiner" nell'indirizzo Comunicazioni Visive.
Ha lavorato come fonico in svariate produzioni del Teatro Libero di Milano e come assistente alla regia di Ferdinando Bruni al Teatro dell’Elfo di Milano e di Fabio Grossi al Teatro Eliseo di Roma.
Nel 2007 si diploma in regia presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi”
Ha diretto gli spettacoli "Tabula Rasa" da testi di R. W. Fassbinder, "La Bancarotta" di C. Goldoni, "The Too Much Coffee Show" dai fumetti di S. Wheeler, "L’isola" di A. Fugard, "Arlecchino Educato Dall’Amore" di P.C. de Marivaux e "Motorshock" di Elena Accenti.
Ha collaborato inoltre con il gruppo MaliWeil partecipando all’edizione 2007 del concorso "Nuove Sensibilità” con il progetto "Cabaret 900" vincitore di una menzione speciale della giuria.

Chiara Cimmino


Nata a Genova, si avvicina al teatro intorno ai vent’anni studiando con diversi maestri tra cui Enrico Bonavera e Laura Curino.
Durante l’università lavora come animatrice del teatro d’ombra nella mostra-spettacolo del Teatro Gioco Vita di Piacenza al Museo Luzzati di Genova.
Intanto collabora col Teatro della Tosse di Genova, con la Compagnia del Mulino di Amleto di Ivrea e con la Compagnia del Minollo di Chiavari.
Nel 2004 e nel 2005 ottiene da una giuria presieduta da Eros Pagni il Premio come miglior attrice non protagonista al Palio Teatrale di Chiavari.
Nel 2004 si laurea in Lettere all’Università di Genova con la tesi sul teatro d’ombra “I linguaggi delle ombre. Viaggio attraverso la parola e l'immagine”.
Nel frattempo inizia i suoi studi alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, corso Attori, e lavora tra gli altri con Renata Molinari, Massimo Navone, Maria Consagra, Maurizio Schmidt (“Il Gabbiano”, A. Cechov), Marco Plini (“Il ventaglio”, C. Goldoni).
Si diploma attrice nel 2007 con lo spettacolo “Arlecchino educato dall’amore “ di P. Marivaux, per la regia di Fulvio Vanacore.
Nell’ottobre 2007 recita nello spettacolo di teatro ragazzi “Bianca” regia di Nicola Benussi.
Lavora quindi con il Theatre du Soleil durante uno stage teatrale di maschere balinesi.
Nel dicembre 2007 recita nella parte di madre Ubu nell’Ubu Re di Lorenzo Facchinelli, vincitore del III Premio Internazionale di regia Fantasio Piccoli.
Recita infine nello spettacolo “Dromio e Silvia”, regia di Michele Fontana, prodotto da www.13 Viole.org, di cui è collaboratrice

domenica 20 aprile 2008

Il nostro logo: They Call Her One Eye (ovvero: "per favore non ci fate incazzare...")


THEY CALL HER ONE EYE (THRILLER : EN GRYM FILM) è un Rape & Revenge Movie svedese, diretto nel 73 da Bo Arne Vibenius, ex assistente di Bergman.
Narra la triste storia di Frigga, interpretata dall ex-modella Christina Lindberg ..."la vediamo subire, da bambina, uno stupro da parte di un vecchio laido. L'esperienza la traumatizza a tal punto da renderla muta ed estremamente remissiva. La sua vita, da adulta, non prosegue in modo felice e, addirittura peggiora terribilmente, quando viene adescata da un uomo facoltoso ma anche molto subdolo. Questi la fa ubriacare, la porta a casa sua, la droga, rendendola eroinomane e poi la obbliga a prostituirsi. Le cava anche un occhio, quando lei si ribella e ferisce un cliente. Dopo tanti soprusi e umiliazioni, la “nostra” deciderà di prendersi una sanguinosa vendetta... " (www.alexvisani.com)
Al di la del valore artistico, parliamo di un exploitation senza scrupoli, la pellicola è stata recentemente oggetto di riscoperta per il fatto di essere una delle fonti d'ispirazione primarie di "Kill Bill", in particolare per il personaggio interpretato da Daryl Hannah.
Resta comunque un film di indubbio impatto e che bene riassume il clima di durezza del suo tempo.
Un cult, insomma.
Perchè abbiamo scelto Christina per riassumere Le Furie in una sola immagine?
Siamo teatranti, la feccia dell'intrattenimento d'Italia.
Ci muoviamo in un mondo in cui girano molti ma molti pochi soldi.
E quando i soldi sono pochi la concorrenza è spietata.
Abbiamo spesso avuto a che fare con teatranti "piccolini" come noi, persone che dovrebbero capirti, comprendere le tue difficoltà, che si sono rivelati dei criminali.
Si respira un'aria pesante, in cui è difficile scorgere un futuro chiaro.
Sembra quasi che il sistema giochi a tenere sommersi i vagiti di creatività da parte delle piccole realtà.
Come Christina/Frigga ci sentiamo mutilati dal sistema, violentati da chi dovrebbe spalleggiarci, quando crediamo di essere artisti meritevoli non dico d'attenzione ma dell'opportunità di guadagnarcela.
Christina nel logo è un atto di provocazione. Un modo per gridare "GUARDAMI!".
Un angelo orbo, dal cuore puro, incazzato come una bestia e armato di una bella doppietta.
Dunque...
Il cuore puro ce l'abbiamo.
Oltre ad un occhio ci hanno tolto pure le gambe e spesso anche i coglioni.
La doppietta? Beh... quella è qualcosa che abbiamo dentro.
La voglia di fare.
Ci siamo rotti le palle di chi ci prende per il culo, non siamo più disposti a sentirci fare discorsi di "opportunità", di "visibilità" che dietro celano spesso e volentieri "lavora gratis per me a tempo indeterminato".
Vogliamo farci notare.
Vogliamo la possibilità di fare in modo che sia il pubblico a decidere se siamo in gamba o no.
Abbiamo voglia di fare teatro.
Perchè pensiamo che il teatro abbia ancora qualcosa da dire, che non sia morto per niente.
Sicuramente è invecchiato male.
Ma siamo convinti che una cura ci sia.
Una sana iniezione di onestà, sincerità, impegno e mestiere.
E siamo pronti a dare il nostro contributo.


Le Furie

sabato 19 aprile 2008

Il Primo Amico Delle Furie

Abbiamo appena aperto il blog ed ecco che stamane, un nostro caro amico, ha deciso di renderci omaggio mimando la posa di Christina Lindberg che abbiamo scelto come nostra icona.
Grazie Presidente.
Saperti dalla nostra parte ci riempie di fiducia.